Furto in negozio

Furto in negozio

Uno dei casi più frequenti che capitano in studio sono furti in negozi, soprattutto supermercati e grandi centri commerciali. I negozi Esselunga, a causa dei meccanismi di cassa veloce e spesa con lettore ottico (c.d. “presto spesa”), hanno registrato la crescita dei tentativi di furto.

E proprio a proposito dei “tentativi”, cominciamo col mettere dei paletti: che il furto non si sia perfezionato non conta, anche il tentativo di furto ha delle ripercussioni penalistiche. Infatti il codice penale punisce a titolo di fattispecie autonoma il furto tentato (vd. Arresto in Flagranza). In altre parole, si applicherà la stessa pena prevista per il furto, qualora si fosse perfezionato, ma diminuita da un terzo alla metà.

Anche il fatto che fossimo in gruppo e solo uno degli amici abbia deciso di rubare, non conta. La legge punisce infatti il concorso di persone nel reato, ossia tutti quei casi in cui un soggetto apporta un contributo partecipativo materiale/morale alla condotta criminosa altrui cui si abbinano (sotto il profilo psicologico) la coscienza e la volontà di cooperare nell’illecito. Diversamente, l’unico atto non punibile è la c.d. connivenza, ossia un contegno passivo limitato ad un’adesione psichica (o ad una mera presenza sul luogo).

La Corte di Cassazione ha spiegato quanto a seguire: “Il concorso ex art. 110 c.p., esige, infatti, un contributo causale in termini, sia pur minimi, di facilitazione della condotta delittuosa, mentre la semplice conoscenza o anche l’adesione morale, l’assistenza inerte e senza iniziative a tale condotta, non realizzano la fattispecie concorsuale”.

Chiarito questo, una volta che si è fermati a rubare in un negozio di vestiti, in un centro commerciale, in un supermercato, bisogna anzitutto capire se al fermo ha fatto seguito una denuncia. Normalmente quando la vigilanza del negozio scopre un furto, ferma il soggetto, fa copia dei suoi documenti, ed è molto raro che il negozio decida di non procedere. Non si saprà però immediatamente che è stata sporta una denuncia-querela a nostro carico: è possibile passino mesi prima che ci venga notificato un primo atto di garanzia (molto spesso, un verbale di identificazione).

Qualora si volesse capire prima se esiste un procedimento a Nostro carico, sarà possibile recarsi in Procura per richiedere un certificato.

Una volta verificato che pende un procedimento per il furto, si potrà nominare un avvocato penale e così anzitutto effettuare una prima elezione di domicilio: se la preoccupazione è che arrivino “carte” a casa, si potrà eleggere domicilio presso il difensore nominato, che si occuperà di ricevere tutte le notifiche per noi.

Dopodiché si dovrà pensare alla strategia difensiva: è possibile richiedere una dichiarazione di particolare tenuità del fatto? È meglio patteggiare? Erano presenti testimoni che possono assicurare che noi non sapevamo nulla del furto, ma era l’amico che voleva rubare? In alternativa, si potrà pensare di esperire una messa alla prova, nei limiti previsti dall’art. 168 bis c.p..

Ogni situazione, però, è unica nel suo genere e necessita di essere vagliata caso per caso con i documenti processuali alla mano.

Se siete quindi incappati in questo genere di reato, contattate immediatamente un Avvocato Penalista di fiducia e competente, che saprà garantirvi la tutela che desiderate.

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