Semilibertà

Semilibertà

La semilibertà è una misura alternativa disciplinata dall’art. 48 o.p.

La semilibertà permette di eseguire la pena in uno stato ibrido di detenzione ed attività all’esterno, che possono essere di tipo lavorativo, istruttivo o comunque attività finalizzate al reinserimento sociale del condannato.

La semilibertà differisce dalla semidetenzione, che è una modalità di sostituzione delle pene detentive brevi (disciplinata dall’art. 53 L. 689.81), che comporta l’obbligo di trascorrere almeno 10 ore dentro l’istituto restando indifferente l’impiego del tempo residuo.

 

Quali sono i presupposti per la semilibertà?

La semilibertà è applicabile sia ai condannati che agli internati (soggetti assolti per incapacità di intendere e di volere ritenuti socialmente pericolosi a cui è stata applicata una misura di sicurezza) per attuare un graduale reinserimento del soggetto all’interno della società.

Gli internati possono essere ammessi in ogni tempo al regime di semilibertà, i condannati, invece, possono esservi ammessi ad alcune condizioni. Per i condannati alla pena dell’arresto possono esservi sempre ammessi, i condannati alla reclusione è sempre possibile se la pena non è superiore ai sei mesi, qualora la pena della reclusione superi i sei mesi è necessario attendere di averne scontato almeno la metà (2/3 per i condannati per uno dei delitti indicati ai commi 1, 1 ter, 1 quater dell’art 4 bis ord. Penit.) I condannati all’ergastolo, infine, possono accedervi dopo aver scontato almeno 20 anni di pena.

La semilibertà non può essere applicata nei casi di pena detentiva derivante da conversione di pena sostitutiva disposta dal tribunale di sorveglianza per violazione delle prescrizioni ai sensi dell’art 66 l.n.689 del 1981.

Semiliberi: sezioni e istituti e programma di trattamento

I condannati e gli internati ammessi al regime di semilibertà sono collocati in appositi istituti o in apposite sezioni degli istituti ordinari. Per il semilibero è formulato un particolare programma di trattamento che viene approvato dal magistrato di sorveglianza. In tale programma sono dettate prescrizioni che il semilibero deve osservare quando trascorre il tempo fuori dall’istituto.

Può essere sospeso o revocato il regime di semilibertà?

Il provvedimento di semilibertà può essere in ogni tempo revocato quando il soggetto non si dimostri idoneo alla prosecuzione.

Il condannato in semilibertà che rimane assente dall’istituto senza giustificato motivo è punito a livello disciplinare se l’assenza è contenuta nelle 12 ore, salvo sempre la possibilità sospensione della semilibertà, se invece l’assenza di protrae per più di 12 ore il condannato sarà punibile per evasione (art. 385 c.p.)

Non più di 12 ore -> punito in via disciplinare e può essere proposto per la revoca della sospensione. La denuncia per tale delitto prevede la sospensione dal regime di semilibertà, mentre la condanna la revoca del beneficio.

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