Guida in stato d’ebbrezza e LPU

Guida in stato d’ebbrezza e LPU

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La guida in stato di ebbrezza è un reato previsto dal Codice della Strada (artt. 186), che punisce la condotta di chi guidi in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.

Nel corso degli anni la disposizione in oggetto ha subito profondi mutamenti, e le pene in essa previste si sono fortemente inasprite, ritenendo che così facendo si sarebbe attuata una importante campagna di prevenzione rispetto agli incidenti stradali.

Attualmente la disciplina si presenta piuttosto complessa, con importanti distinzioni in termini di sanzione, collegata al “grado di ebbrezza alcolica” rilevato mediante il c.d. etilometro o gli esami del sangue.

La prova dell’ebbrezza alcolica, peraltro, non deve necessariamente essere raggiunta con uno di questi due mezzi, ma è ammessa anche in “via sintomatica“. Infatti, la Corte di Cassazione ha a più riprese affermato che il reato può dirsi sussistente quando il soggetto alla guida presenti una serie di sintomi quali alito vinoso, occhi rossi, andamento non lineare.

Ad ogni buon conto, nella gran parte dei casi vengono sempre esperiti dei mezzi di misurazione del grado di ebbrezza alcolica. La legge, in merito, distingue tre ipotesi di violazione.

  • L’ipotesi prevista dall’art. 186 comma II lett. a) prevede una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro, per il soggetto nei confronti del quale sia stato accertato un valore superiore a 0,5 grammi/litro (g/l) e non superiore a 0,8 g/l; all’accertamento della condotta consegue la sospensione della patente da tre a sei mesi, e viene disposto, nel caso in cui vi sia stato anche un incidente stradale, il fermo amministrativo del veicolo (a condizione che il veicolo sia di proprietà del soggetto che ha commesso il fatto) ed il raddoppio della sanzione.
  • L’ipotesi sanzionata dall’art. 186 comma II lett. b) riguarda, invece, l’ipotesi in cui venga accertato un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l e non superiore a 1,5 g/l. In questo caso, si tratterà di una contestazione rilevante ai fini penali (ossia, un reato, inquadrabile nella categoria delle c.d. contravvenzioni), punita con l’ammenda da € 800 ad € 3.200 e l’arresto sino a sei mesi; all’accertamento del reato consegue, inoltre, la sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno. Le previste sanzioni sono raddoppiate per l’ipotesi di incidente stradale ed in questo caso viene disposto anche il fermo amministrativo del veicolo. Ai sensi dell’art. 2-sexies, inoltre, è prevista un’aggravante qualora il reato sia commesso dopo le 22 e prima delle ore 7.
  • L’ipotesi sanzionata dall’art. 186 comma II lett. c) è la più grave. È la previsione del reato commesso da colui che conduca in stato di ebbrezza un veicolo con tasso alcolemico superiore al valore di 1,5 g/l. E’ punita con l’ammenda da € 1.500 a € 6.000 e l’arresto da sei mesi a un anno. All’accertamento segue la sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo utilizzato per commettere il reato appartiene a terzi la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Inoltre, in caso di recidiva (ovvero aver commesso lo stesso fatto) entro due anni, vi è la revoca della patente. Particolarmente rilevante è la previsione della confisca del veicolo, qualora sia di proprietà del soggetto che ha commesso il reato: significa, in parole semplici, che il bene diverrà di proprietà dello Stato. Vale, anche per questa ipotesi, la previsione di un aumento da un terzo alla metà dell’ammenda prevista, per il caso in cui il reato sia commesso dopo le 22 e prima delle 7.

L’articolo 186, infine, contiene un’ulteriore fattispecie di reato, ossia quella prevista al comma 7, laddove si precisa che sia punito con le pene di cui alla lett. c) il soggetto che rifiuti di sottoporsi all’alcool test.

I Lavori di Pubblica Utilità

Il comma 9-bis dell’art. 186 del C.d.S. prevede la possibilità di richiedere di essere ammessi ai lavori di pubblica utilità, come sanzione sostitutiva della pena pecuniaria e di quella detentiva.

Si tratta della possibilità di svolgere, per un periodo determinato e presso un ente convenzionato col Tribunale nel cui distretto risiede l’imputato, “attività non retribuita a favore della collettività“.

I benefici connessi al positivo espletamento dei lavori sono evidenti: l’estinzione del reato, la riduzione della metà della sospensione della patente e la restituzione del veicolo sequestrato.
E’ esclusa la possibilità di usufruire dei lavori di pubblica utilità per chi abbia causato, in ragione del proprio stato di ebbrezza alcolica, un incidente.

Guida in stato d’ebbrezza e patente

All’esito dell’accertamento della guida in stato d’ebbrezza, oltre al procedimento penale si aprirà anche un procedimento amministrativo per la sospensione, revoca o revisione della patente.

I due procedimenti non sono estranei l’uno all’altro ma vanno di pari passo, ecco perché è importante che la linea difensiva prescelta nel procedimento penale tenga conto anche dei risvolti sul piano amministrativo.

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