Violenza in Coppia Lesbica

Violenza in Coppia Lesbica

1. Come Riconoscere la Violenza in una Coppia Lesbica

2. Come si manifesta la violenza in una Coppia Lesbica

3. Strategie di Fuoriuscita dalla Violenza 

 

1. Come Riconoscere la Violenza in una Coppia Lesbica

>>> Scarica gratuitamente la guida completa: “La Porta per Uscire dalla Violenza”

Il riconoscimento del proprio coinvolgimento all’interno di relazioni connotate da violenza è un processo complesso di per sé, ed in caso queste si manifestino all’interno di una coppia lesbica la loro individuazione risulta ulteriormente viziata da una serie di stereotipi sull’omosessualità che non ne facilitano l’individuazione. 

Ad ostacolare il processo di riconoscimento possono contribuire la percezione della propria sessualità come sbagliata e la volontà di non alimentare la percezione negativa delle coppie omosessuali da parte della comunità eterosessuale. 

La violenza presente in relazioni lesbiche è stata nascosta sotto falsi miti, quali 1) non esistono abusi sessuali nelle relazioni lesbiche  (l’abuso non riguarda unicamente la penetrazione vaginale, ma al fine di costringere il partner all’atto sessuale: la minaccia di esercitare violenza, minare l’autostima sessuale del partner, forme di sesso dolorose o umilianti sono riconosciute come abuso sessuale); 2) solo i maschi sono violenti (le donne possono essere violente, non riconoscerlo impedisce di individuare il problema); 3) la lesbica “maschia” è quella violenta (non esiste correlazione tra l’essere “maschia” e l’avere comportamenti violenti. Tale attribuzione ingiustificata può comportare problemi alla Butch, lesbica con atteggiamenti tipicamente maschili, in quanto – nel caso in cui volesse troncare una relazione violenta con la partner rischia, a causa di questo stereotipo, di non essere creduta.).  

 

2. Come si manifesta la violenza in una Coppia Lesbica

Le relazioni omosessuali, lungi dall’essere paritarie per il solo fatto di coinvolgere due persone dello stesso sesso, presentano tratti non dissimili da quelle eteronome in termini di violenza, oltre a proprie forme specifiche. Quali sono le forme specifiche 

  1. Non sei una vera lesbica!Sono considerabili violenti atteggiamenti che sviliscono l’identità sessuale del partner con accuse che mirano a conformare l’altra al proprio modo di vivere la relazione o a modificarne il comportamento non ritenuto adeguato ai propri desideri o aspettative.
  2. Vengo da te e dico ai tuoi che sei lesbica una volta per tutte!Le minacce di outing sfruttano l’omofobia della società come forma di ricatto sul posto di lavoro o in famiglia. 
  3. Sono le relazioni tra donne ad essere così!La partner violenta sminuisce o nega la relazione comportandosi, in pubblico, come un’estranea nei confronti della compagna generandoleinsicurezze. La partner violenta, posta di fronte ai suoi atteggiamenti, nega l’esistenza del problema rilevato per affermare di essere lei a sapere come sia una relazione tra donne. 
  4. Non sei una di noi, vattene.In caso di litigio o presa di distanza dalla propria partner il rischio di isolamento dalla comunità LGBTQI è una potente arma di ricatto nei confronti del partner. Porre in primo piano il proprio ruolo sociale nella relazione e non lasciare spazio all’autonomia della compagna è violenza.
  5. Se mi lasci, mi faccio male.Le minacce di autolesionismo, al fine di condizionare il comportamento del partner, sono una forma di violenza che induce a sentirsi responsabili dello stato di salute altrui. Questi atti, inoltre, generano il timore che si possano ripercuotere anche sulla propria incolumità fisica. 
  6. Ascoltami, ti prego, sto male.La partner violenta è spesso colei che si dipinge come vittima della società per evitare conflitti nella relazione o come giustificazione ai propri comportamenti facendo leva su empatia e legami emotivi riducendo il tutto a un “tu mi dovresti capire” che porta il partner a sentirsi responsabile del dolore della compagna.

Leggi anche >>> forme di violenza e come riconoscerla

 

3. Strategie di Fuoriuscita dalla Violenza 

Le relazioni lesbiche violente presentano dei tratti che le accomunano allo stesso tipo di relazioni eterosessuali ma anche delle specificità proprie.

Solitamente l’aggressora e la vittima sono entrambe membri della stessa comunità. 

le comunità LGBTQI sono in genere di dimensioni ridotte e, nel tentativo di auto-proteggersi, sminuiscono, normalizzano o non riconoscono la violenza esistente, in quanto tempo che la comunità eterosessuale strumentali l’emergere della violenza per dimostrare che le unioni fra persone dello stesso sesso sono condannabili (es. Strumentalizzazione dell’omicidio di Luca Varani a danno della comunità LGBTQI)

Le difficoltà per una possibile fuoriuscita risiedono, oltre nel mancato riconoscimento dovuto al silenzio che per una ragione o un’altra circonda questo argomento e al numero ristretto di strumenti di ascolto e supporti specifici per le lesbiche che intendano uscire da una relazione violenta.

Da poco, fortunatamente, è stato attivato il numero verde dei centri di Ascolto e Antiviolenza ANDDOS (Associazione Nazionale Contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale). I Centri Ascolto e Antiviolenza Anddos sono presidi di assistenza e supporto dedicati alle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali) e anche alle persone eterosessuali che necessitano di sostegno e informazioni. Questi centri offrono, grazie all’aiuto di esperti e volontari, assistenza psicologica, medica e legale.  

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