Riabilitazione

Riabilitazione

La riabilitazione è un istituto del diritto penale che consente l’estinzione delle pene accessorie (es. interdizione dai pubblici uffici, interdizione legale, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, estinzione del rapporto di impiego o di lavoro, decadenza o sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale) e degli effetti penali della condanna.

La riabilitazione ha lo scopo di restituire a chi provi di essersi ravveduto a seguito della condanna e dell’espiazione della pena principale, taluni diritti persi in conseguenza della condanna penale.

Presupposti della Riabilitazione

  1. il decorso di un lasso di tempo di almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale è stata eseguita o si sia in altro modo estinta, salvo taluni casi particolari (recidivi, abitualità o professionalità nel reato, tendenza a delinquere del reo);
  2. l’effettiva e costante buona condotta, ossia la astensione dal compimento di fatti costituenti reato, il mantenimento di uno stile di vita improntato al rispetto delle norme di convivenza sociale, l’adempimento delle obbligazioni civili derivanti da reato.

L’Istanza di Riabilitazione

L’istanza di riabilitazione è proposta dall’interessato al Tribunale di Sorveglianza territorialmente competente in relazione al proprio luogo di residenza.

Può essere presentata direttamente dal condannato, ma nel procedimento è indispensabile l’assistenza di un avvocato penalista difensore. 

In ogni caso, è preferibile che il difensore assista il richiedente fin dalla proposizione della domanda per meglio documentare il percorso di buona condotta fino a quel momento effettuato dall’interessato.

È inoltre necessario che il richiedente produca tutta la documentazione idonea a provare la sussistenza delle condizioni per la pronuncia della riabilitazione come ad esempio:

  • l’estratto della sentenza irrevocabile;
  • il certificato di espiata pena in caso di carcerazione;
  • il certificato di avvenuto pagamento delle spese di giustizia;
  • il certificato del casellario giudiziale;
  • la prova dell’avvenuto risarcimento del danno alla parte lesa o la dichiarazione liberatoria della parte lesa di non aver nulla a pretendere;
  • tutta la documentazione relativa ad un eventuale percorso lavorativo e di studio effettuato dal riabilitando dopo la condanna.

In caso di mancata presentazione della documentazione il Tribunale di Sorveglianza può provvedere anche d’ufficio, ma con notevole aggravio di tempi. E’ infatti solo a seguito dell’istruttoria che viene fissata udienza di trattazione in camera di consiglio.

Spesso accade che, specie con condanne risalenti nel tempo o nomi stranieri, si creino situazioni complicate ed errori, che senza l’assistenza di un difensore l’interessato non riesca a risolvere, perdendo tempo e denaro. Sovente accade che i moduli forniti dai Tribunali non siano sufficienti per un completo esame della riabilitazione da parte del Collegio e che così i tempi della procedura si allunghino.

Affidarsi ad un professionista competente è sempre una buona idea per reperire tutti i documenti necessari alla riabilitazione. Contattateci per maggiori informazioni.

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