Anziani e truffe online: rimedi legali

Anziani e truffe online: rimedi legali

12 Mag 2025

Quali sono i reati più comuni legati alle truffe online agli anziani ? Come sono inquadrati nel nostro ordinamento? 

Le truffe online più frequenti includono il phishing, in cui i criminali rubano informazioni sensibili fingendosi entità affidabili, e le love scam (c.d. truffe affettive), nelle quali i truffatori stabiliscono relazioni virtuali per farsi mandare con pretesti denaro dalle vittime, fino ad arrivare – quando le vittime decidono di chiudere queste storie o rifiutano ulteriori invii – ad estorcerlo, con minacce, anche di diffusione di materiale video o fotografico di natura intima che nel frattempo siano riusciti a farsi inviare.

Ultimamente sono molto diffuse anche le truffe legate al mondo del trading o delle cryptovalute, che includono sicuramente fra le vittime anche le persone anziane, ma il target è maggiormente ampio in termini di età.

Nel codice penale italiano, la truffa è disciplinata dall’articolo 640, che punisce chiunque, con artifizi o raggiri, induca in errore procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. A seconda della fattispecie concreta sono identificabili diverse aggravanti, che caso per caso si potrà valutare siano applicabili. Nel caso sopra menzionato dell’estorsione di denaro, si potranno ipotizzare anche altri reati, fra cui quello p. e p. dall’art. 629 c.p.

 

Quale tutela legale esiste per gli anziani vittime di truffe digitali?

Il nostro ordinamento prevede pene detentive e pecuniarie per chi commette truffe, con pene aumentabili per effetto dell’aggravante prevista ex art. 61 co. 5 c.p. è commesso a danno di persone vulnerabili anche in ragione dell’età.

Inoltre, la legge prevede a tutela delle persone anziane incapaci anche il reato di circonvenzione di incapace, per il quale sono anche applicabili misure cautelari.

 

Difficoltà nel denunciare: cause e prospettive di risoluzione

Le vittime di truffe spesso vivono due momenti, il primo durante la truffa (soprattutto quelle affettive) in cui rifiutano di ammettere di essere state circuite e raggirate; ed il secondo quando ormai la truffa si è conclamata ed esitano a denunciare per vergogna, senso di umiliazione o timore di non essere credute. Tuttavia, negli ultimi anni, si sono diffuse molte iniziative, sia a livello locale che nazionale, che mirano a sensibilizzare gli anziani sui rischi delle truffe e a incoraggiarli a denunciare.

 

Differenze nelle tutele legali tra truffe online e tradizionali

Le tutele legali sono sostanzialmente le stesse, poiché il reato di truffa è definito dal codice penale in termini generali, senza distinzione. Tuttavia, con l’evoluzione delle tecnologie, sono state introdotte specifiche aggravanti o si sono avuti interventi della giurisprudenza che hanno affrontato il problema della truffa a livello digitale. Quello che varia nel passaggio dalla truffa tradizionale a quella online, non è la tutela giuridica dal punto di vista del diritto penale, ma l’ampiezza delle potenzialità investigative che, nelle truffe online, spesso incontra limiti importanti e raramente porta all’identificazione dei colpevoli.

 

Quali passi da compiere se si sospetta una truffa online?

È fondamentale parlare con i propri cari per raccontare quello che succede nella propria vita; questo vale anzitutto per le truffe affettive, ma non solo. E non riguarda solo le persone anziane. Raccontare alle persone che ci sono vicino quello che ci sta succedendo può intanto permetterci di agire con maggiore cautela ed evitare emorragie patrimoniali. Un esempio: spesso i truffatori carpiscono la fiducia delle proprie vittime un passo per volta, facendo leva sui loro sentimenti. Iniziano chiedendo importi piccoli (per esempio per suggerire piccoli investimenti di trading, o per rispondere ad un bisogno impellente – es. un’operazione), per poi via via aumentare gli importi richiesti. In questo caso, parlare con qualcun altro prima di inviare denaro può riportare un po’ di oggettività nella valutazione della situazione e impedire di continuare a versare denaro che difficilmente sarà recuperare.

Inoltre, sicuramente, una volta sospettata la truffa è bene informare la banca o l’istituto finanziario coinvolto per bloccare transazioni sospette. Una volta fatto questo, sicuramente il passaggio obbligato è contattare un avvocato esperto o la Polizia Postale, per denunciare l’accaduto. Spesso anche l’intervenuto di un consulente informatico può essere d’aiuto per mettere in sicurezza i propri dati o agevolare l’individuazione di colpevoli. Non è infrequente che i truffatori installino dei programmi-spia sui telefoni delle proprie vittime e questo è un altro fenomeno che deve essere assolutamente tenuto in considerazione e risolto.

 

Quali probabilità ci sono di recuperare il denaro perso ?

Il recupero del denaro dipende dalle circostanze specifiche e dalla rapidità dell’intervento. Le vittime possono avvalersi di azioni legali per cercare di ottenere un risarcimento, ma il successo dipende da vari fattori, tra cui l’identificazione del colpevole e la disponibilità della somma in capo all’autore del reato. Spesso chi commette truffe di grande valore non è da solo, si tratta di vere e proprie organizzazioni criminali che operano dall’estero e non è agevole identificarli. In altri casi, invece, (si pensi per esempio alle piccole truffe di beni o prodotti commercializzati su siti internet) l’identificazione è più semplice perché la truffa ha carattere più artigianale, e non è affatto impossibile identificare il reo e ottenere la somma.

 

Le piattaforme digitali hanno responsabilità nella protezione degli utenti vulnerabili?

Le piattaforme digitali hanno la responsabilità di adottare misure di sicurezza per proteggere gli utenti, e possono essere ritenute responsabili se non soddisfano queste misure, tuttavia non si potrà attribuire, ad esempio, ad una banca, la responsabilità per aver condiviso impropriamente i propri dati o codici di accesso con altri soggetti, che abbiano poi “svuotato” il conto corrente. Infatti, la Corte di Cassazione, ha affermato che l’istituto di credito deve esercitare un controllo tecnico, valutando la prevedibilità e l’evitabilità del rischio. Così sarà esonerato da responsabilità solo se le azioni poste in essere andranno oltre la propria sfera di controllo. La Cassazione ha quindi ribadito che la responsabilità della banca, in caso di phishing, sia da escludere solo in presenza di una colpa grave dell’utente (quindi, come sopra, se sia l’utente a dare i propri dati a terzi).

 

La legislazione attuale è sufficiente contro le truffe online agli anziani?

Dal punto di vista del diritto sostanziale la fattispecie di truffa è sufficientemente ampia per coprire una varietà di ipotesi, anche se le truffe online evolvono rapidamente. Quanto attualmente non è sufficiente è l’attività di indagine, che spesso per mancanza di strumenti si blocca già ai primi passi, senza permettere l’identificazione del colpevole. In questo senso servirebbero maggiori risorse, ma anche maggiori strumenti di cooperazione internazionale fra stati.