Espatrio del Figlio Minore, Revoca del Passaporto e Sottrazione di Minore

Espatrio del Figlio Minore, Revoca del Passaporto e Sottrazione di Minore

12 Dic 2013

A seguito dell’entrata in vigore della L. 166/09, in attuazione del regolamento CE 444/09, i passaporti devono essere rilasciati come documenti individuali, anche per i minori. Dall’entrata in vigore della legge in parola, pertanto, il figlio minorenne non può più essere iscritto sul passaporto del genitore (o del tutore), ma per l’espatrio in paesi che non appartengono all’area Schengen, deve utilizzare il proprio passaporto.

Le modifiche introdotte dalla legge 166/2009 hanno pertanto condotto all’insorgere di una serie di problematiche inerenti all’espatrio ed al rilascio del passaporto del figlio minore, quando vi sia disaccordo fra i genitori.

È infatti pacifico che entrambi i genitori possano e debbano vigilare sull’istruzione e sull’educazione dei figli, anche in caso di separazione personale. È proprio nell’esercizio di questo potere/dovere di vigilanza che il coniuge, dunque, ha il diritto di opporsi all’espatrio del figlio ed ancora prima, al rilascio del passaporto. L’art. 3 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, infatti, dispone testualmente che per il rilascio del passaporto debba sussistere l’assenso di entrambi i genitori.

Cosa succede quindi se uno dei due coniugi si dimostra contrario al rilascio del passaporto del figlio? L’unica soluzione sarà quella di adire il giudice tutelare, che avrà il compito di decidere se il rilascio del passaporto e l’espatrio risponda all’interesse superiore del minore. A quel punto, entrambi i genitori dovranno conformarsi alla pronuncia del giudice.

Ovviamente vi sono poi anche casi più complessi, nei quali i genitori vista l’urgenza della situazione e la difficile situazione familiare non sempre possono adire il giudice tutelare.

In particolare, laddove il minore sia già in possesso del passaporto, il genitore contrario all’espatrio potrà avviare un procedimento di revoca del passaporto. Tale procedimento, caratterizzato dai connotati dell’urgenza (tanto da non doversi previamente neppure avvisare l’altro genitore), si concretizza in un decreto del questore, che non può ritenersi illegittimo neppure nel caso in cui al momento dell’emissione del documento di espatrio il genitore, ora contrario, avesse rilasciato il proprio consenso.

La giurisprudenza, infatti (TAR Liguria, sez. II, sent. 106 del 2007) ha a più riprese affermato che “la natura dei rapporti tra genitori e figli è soggetta a mutamenti in dipendenza dei più diversi fattori, per cui non può essere configurata una situazione per cui il consenso espresso in una determinata contingenza all’espatrio di un minore deve permanere inalterato nel tempo.”

Pertanto, a seguito dell’avviso negativo espresso da uno dei genitori, sarà valida la revoca del passaporto del figlio minore, a nulla valendo che al momento dell’emissione del documento in questione il genitore avesse rilasciato il consenso all’espatrio.

Secondo la surichiamata giurisprudenza, infatti, la fattispecie in esame si inserisce tra quelle per le quali l’urgenza di provvedere è nell’ordine delle cose, posto che la volontà di trasferire un minore all’estero, al fine di sottrarlo alla possibilità di contatto con il genitore residente in Italia può essere scongiurata solo con l’adozione della revoca immediata dell’autorizzazione all’espatrio.

È infine da rilevarsi che l’allontanamento del figlio minore da uno dei due genitori può integrare gli estremi dei reati di cui agli artt. 573 (sottrazione consensuale di minorenni) qualora il minore sia consenziente ed abbia già compiuto gli anni quattordici, 574 (sottrazione di persone incapaci) qualora il minore non abbia ancora compiuto i quattordici anni, o addirittura 510 (sequestro di persona) del codice penale.