La Guida del Condannato

La Guida del Condannato

06 Giu 2020

Tutto quello che devi sapere se sei stato condannato

La Guida del Condannato nasce per trovare risposte pratiche ai tuoi dubbi, perché anche se la situazione ti sembra grave, esistono delle soluzioni. 

Hai commesso un errore e ti hanno condannato.
Quello che ci interessa ora, non è ripercorrere i perché. È capire cosa puoi fare.
Dopo la condanna, gli aspetti che ti preoccupano sono due:  la Libertà Personale e i Soldi.

1. Sono stato Condannato, devo andare in Carcere?
2. Devo scontare tutta la Pena in Carcere?
3. Nel corso dell’espiazione pena posso lavorare?
4. Quando esco dal carcere mi chiedono dei soldi?
5. E se non posso pagare la pena detentiva?
6. Cos’è la libertà controllata?
7. A quanto ammontano le spese processuali e di mantenimento?
8. Cosa succede se non posso pagare le spese? Avrò un debito a vita?
9. E se nel frattempo mi arriva la cartella per la riscossione?

 

1. Sono stato Condannato, devo andare in Carcere?

In generale ci sono alcuni reati per cui è prevista la sola pena pecuniaria (es. minaccia, art.612, co. 1 c.p.) e altri per cui prevista la reclusione. 

Va precisato, però, che anche qualora fosse prevista la reclusione, se la condanna è inferiore a due anni può esservi la Sospensione Condizionale della pena, se è inferiore a 4 invece è possibile richiedere le Misure Alternative alla Detenzione.

 

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2. Devo scontare tutta la Pena in Carcere?

Il principio alla base delle pene è quello rieducativo. Se il condannato da prova di buona condotta e di aver partecipato e aderito all’opera di rieducazione, è possibile richiedere una misura alternativa.
La misura alternativa può estinguere sia le pene detentive che quelle pecuniarie.

Quali sono le misure alternative:

1) AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI (o terapeutico): controllano la condotta del soggetto, lo aiutano a reinserirsi nella società e riferiscono regolarmente al magistrato di sorveglianza la condotta del condannato.

2) DETENZIONE DOMICILIARE: reclusione nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza.

3) SEMILIBERTÀ: concessione al condannato e all’internato di trascorre parte del giorno fuori dall’istituto carcerario per partecipare ad attività lavorative, istruttive utili al reinserimento sociale.

 

3. Nel corso dell’espiazione pena posso lavorare?

Puoi. E devi.
Puoi essere ammesso al lavoro in carcere, o al lavoro esterno (art 21).
Uno dei presupposti per ottenere l’affidamento in prova è il lavoro.

 

4. Quando esco dal carcere mi chiedono dei soldi?

Sì, dovrai pagare la pena pecuniaria e le spese processuali e di mantenimento in carcere.

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5. E se non posso pagare la pena detentiva?

Se non puoi pagare la Pena detentiva esistono delle soluzioni, ad esempio con l’affidamento in prova, estinguerai anche la pena pecuniaria oltre a quella detentiva.
Se invece non vieni ammesso all’affidamento in prova potrai comunque convertire la pena pecuniaria in libertà controllata.

 

6. Cos’è la libertà controllata?

La libertà controllata è una misura limitativa della libertà personale che comporta:

1. il divieto di allontanarsi dal comune di residenza, salvo autorizzazione;
2. l’obbligo di presentarsi almeno una volta al giorno alla Polizia Giudiziaria;
3. il divieto di detenere armi, munizioni ed esplosivi;
4. la sospensione della patente di guida;
5. il ritiro del passaporto, nonché’ la sospensione della validità, ai fini dell’espatrio, di ogni altro documento.

 

7. A quanto ammontano le spese processuali e di mantenimento?

Questo dipenderà dal tipo di attività che è stata svolta, se c’erano più imputati, se ci sono state intercettazioni e quanto è durata la custodia in carcere. Di solito gli importi sono molto alti perché lo Stato chiede a ciascuno degli imputati anche le spese sostenute per gli altri, nell’ambito dello stesso processo.

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8. Cosa succede se non posso pagare le spese? Avrò un debito a vita?

No, provando che hai aderito all’opera di rieducazione potrai chiedere la remissione del debito. La remissione del debito è la rinuncia del creditore, in parte o del tutto, al suo diritto nei confronti del debitore. L’obbligazione a carico del debitore (il pagamento dell’importo) si estingue ed egli, pur non avendo adempiuto la prestazione, si libera.

 

9. E se nel frattempo mi arriva la cartella per la riscossione?

La Cartella per la riscossione è un ulteriore documento con cui ti viene richiesto di pagare delle tasse. Nel caso in cui dovesse arrivarti, potrai chiedere al Giudice dell’esecuzione la sospensione dell’efficacia della cartella.

Hai le idee ancora confuse? >>> Contattaci, chiariremo i tuoi dubbi