Obbligo di assistenza morale e materiale dei figli nei confronti dei genitori anziani

Obbligo di assistenza morale e materiale dei figli nei confronti dei genitori anziani

01 Mar 2024

Avv. Livia Passalacqua

Avv. Ilaria Fenaroli

 

A chi spetta l’obbligo di mantenere i parenti? Cosa succede se non lo fa?

 

1)     Obbligo di assistenza morale e materiale

L’obbligo di assistenza è un obbligo fondamentale disciplinato dalla legge non solo nei confronti dei genitori verso i figli, fintanto che non sono economicamente autosufficienti; ma anche nei confronti dei figli in capo ai genitori. Come riferimenti normativi è utile indicare innanzitutto la Costituzione, che all’art. 2 indica i diritti inviolabili dell’uomo, più nello specifico, poi, il Codice Civile agli artt. 433 e ss. disciplina gli obblighi degli alimenti, prevendendo espressamente che sia un dovere nei confronti di chiunque si trovi in uno stato di necessità.

In particolare, in favore degli anziani l’obbligo di mantenimento si concretizza in un vincolo da parte dei figli, anche adottivi, di provvedere al mantenimento del genitore che versa in stato di bisogno. Qualora i figli non possano prestare assistenza economica ai genitori, questa diviene onere dei nipoti, e via via dei discendenti.

Ma come si quantifica il mantenimento?

Solitamente viene graduato in ordine alla capacità del singolo, il quale potrà decidere di corrispondere al genitore un assegno periodico, oppure per esempio di accoglierlo e mantenerlo nella propria casa.

Sorge così un vero e proprio obbligo civilistico di assistenza con carattere esclusivamente economico. Dunque, di conseguenza, accanto al dovere di provvedere agli alimenti, sorge il “diritto” del creditore della prestazione –nel nostro caso l’anziano – a vederlo riconosciuto.

Difatti, in caso di violazione dell’obbligo è possibile richiedere in via giudiziale che il soggetto tenuto agli alimenti venga condannato dal Giudice a versarli.

È bene sapere, tuttavia, che il diritto agli alimenti non comprende spese mediche straordinarie, come ad esempio spese relative all’assunzione di badanti o al ricovero in casa di riposo. In caso di bisogno di ricovero, sarà il SSN a farsene carico.

 

2) Quali sono i rischi penali per il figlio che non si occupa dei genitori anziani e non autosufficienti?

Al di là dei doveri economici dei figli nei confronti dei genitori fragili e non autosufficienti, l’ordinamento giuridico prevede anche dei doveri morali. Il codice penale, difatti, prevede alcune fattispecie di reato volte a sanzionare la condotta di chi non presta adeguata assistenza, non solo economica ma anche “morale” ad alcuni membri della famiglia.

L’art. 570 c.p., rubricato “violazione degli obblighi di assistenza familiare” fa espresso riferimento alla mancata assistenza morale e materiale

La disposizione in esame prevede diverse condotte costitutive di reato e quella che rileva ai fini di questo scritto è quella prevista dal n. 2 del comma 2, che punisce chi fa mancare i mezzi di sussistenza […] agli ascendenti o al coniuge non legalmente separato per fatto a lui addebitabile.

Nelle ipotesi in cui alla persona anziana, dunque, venissero fatti mancare i mezzi di sostentamento da parte degli obbligati (i figli o gli altri familiari previsti dalla legge), potrebbe essere ritenuta sussistente tale fattispecie di reato e, dunque, sarebbe concreta la possibilità di subire un procedimento penale.

Inoltre, il codice al successivo art. 591 c.p. punisce le condotte di “abbandono di persone minori o incapaci”

Questo articolo, a differenza del 570 che valorizza uno specifico rapporto di parentela (l’ascendenza), si riferisce a coloro i quali abbiano un obbligo di cura, custodia o protezione con l’anziano incapace. Non si tratta pertanto di un reato che si può consumare solo all’interno della famiglia, ma ogni situazione in cui vi siano soggetti che rivestano una posizione di cura o custodia dell’incapace, e lo lascino in condizioni di abbandono.

Lo status di incapace può derivare da diversi motivi, fra cui la legge annovera le malattie di mente, di corpo o l’anzianità.

La norma mira a tutelare l’incolumità individuale dai pericoli che possono derivare dalla violazione degli obblighi di cura e assistenza nei confronti di soggetti incapaci di provvedere a loro stessi. Viene sanzionata la sola messa a rischio dell’incolumità fisica, senza che sia necessario si si addivenga ad un danno tangibile (le lesioni rappresentano, infatti, un’aggravante dell’ipotesi base, che rimane comunque penalmente perseguibile), proprio per sottolineare l’estrema gravità della condotta.

Cosa si può fare quando è l’anziano a rifiutare ogni aiuto?

Purtroppo, tale ipotesi si può sovente presentare. In questi casi sarà opportuno fare ricorso alle tutele civilistiche sopra menzionate, anche al fine di sopperire all’inerzia dell’anziano, o al rifiuto degli aiuti dei parenti.

Gli obblighi di assistenza sopra elencati, difatti, permangono in capo ai discendenti anche se l’anziano si oppone e tale responsabilità non sarà esclusa nemmeno nel caso in cui si faccia firmare all’anziano una dichiarazione di esonero da responsabilità.

Lo status di figlio impone pertanto sempre un vero e proprio dovere giuridico, oltre che morale all’assistenza.