Scatti illeciti dopo un rapporto intimo

Scatti illeciti dopo un rapporto intimo

03 Set 2025

Cosa puoi fare se qualcuno ti fotografa senza consenso

 

Quando l’intimità viene violata: la storia di Chiara

Chiara non si aspettava che dopo quella sera avrebbe avuto paura. Si erano visti due volte, avevano riso, parlato, poi l’intesa era sfociata in un momento privato, condiviso. Ma la mattina dopo, quando lui le ha mostrato – con un tono tra il complice e il provocatorio – una fotografia scattata durante quel momento di intimità, il gelo le ha attraversato il corpo.

Chiara non aveva dato alcun consenso. E quella foto, pur se non ancora diffusa, esisteva. In uno smartphone non suo. In un cloud potenzialmente accessibile. In una dimensione che non era più protetta.

In quel momento, Chiara ha capito che aveva bisogno di tutela

Cosa puoi fare se vieni fotografato senza consenso dopo un momento intimo?

La violazione della riservatezza come lesione dei diritti della personalità

In assenza di diffusione, potresti pensare che non ci sia ancora un “danno”. Ma non è così. Lo scatto non consensuale di una foto in un momento intimo può costituire una grave violazione del diritto alla riservatezza e all’identità personale. E può generare un rischio concreto e attuale, già sufficiente per attivare strumenti di tutela immediata, anche senza attendere la divulgazione.

 

La diffida stragiudiziale: il primo passo (ma non il solo)

Quando Chiara ci ha contattati, abbiamo immediatamente predisposto una diffida stragiudiziale. Questo è il primo strumento utile: una comunicazione formale, inviata a mezzo PEC o raccomandata, che intima alla controparte di cancellare immediatamente ogni immagine ritraente la persona in momenti intimi, avvisandolo delle responsabilità civili e penali.

La diffida serve anche a cristallizzare la prova della richiesta di rimozione, elemento che sarà prezioso in caso di successiva azione in giudizio.

 

L’urgenza e l’art. 700 c.p.c.: quando serve un provvedimento del giudice

Se ci sono segnali di un pericolo imminente (come frasi minacciose, comportamenti ricattatori, o il sospetto che l’immagine possa essere inoltrata a terzi), è possibile agire con un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c..

Il tribunale può ordinare: la cancellazione immediata del contenuto da dispositivi o cloud, il divieto di diffusione futura, in casi più gravi, il sequestro dei dispositivi

L’assistenza dell’avvocato è essenziale per costruire un ricorso fondato e ben documentato.

Il Garante per la protezione dei dati personali

La produzione e detenzione di contenuti illeciti, specie se sessualmente connotati e realizzati senza consenso, può violare il Regolamento UE 679/2016 e il Codice Privacy.

È possibile presentare un reclamo al Garante, chiedendo l’immediato intervento dell’Autorità per ordinare la cancellazione dei dati, comminare sanzioni amministrative, verificare eventuali responsabilità da trattamento illecito

Questa strada può essere seguita anche in parallelo al ricorso d’urgenza o alla diffida.

 

E sul piano penale?

Se la foto viene diffusa, può configurarsi il reato di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (art. 612-ter c.p., noto come revenge porn), punito con reclusione da 1 a 6 anni.

Ma anche la sola produzione e detenzione non autorizzata può essere penalmente rilevante in base all’art. 167 D.lgs. 196/2003, trattamento illecito di dati.

Ogni caso deve essere valutato con attenzione per verificare se sussistano elementi di reato anche senza diffusione.

La tua privacy non è negoziabile

Chiara, oggi, ha ottenuto la rimozione definitiva della foto e il blocco cautelare della sua eventuale diffusione. Ma, soprattutto, ha recuperato il senso di sicurezza e dignità che le era stato strappato.

Se anche tu ti riconosci in questa situazione, non aspettare che la violazione si trasformi in un danno irreversibile.

Lo Studio Legale Poretti Passalacqua ti affianca con riservatezza, prontezza e strumenti legali efficaci, per proteggere ciò che più ti appartiene: la tua intimità.

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