Sospensione patente: quando viene disposta in caso di violazioni penali?

Sospensione patente: quando viene disposta in caso di violazioni penali?

05 Dic 2023

La sospensione della patente di guida conseguente a reato, consiste in una sanzione amministrativa accessoria che viene applicata solo in determinati casi. Vediamo insieme quali:

Guida in stato di ebbrezza (artt. 186, 186-bis C.d.S.,)

La sospensione della patente consegue naturalmente nel caso di guida in stato di ebbrezza, ogni qual volta il tasso alcolemico accertato risulti superiore a 0,5 g/l. Il periodo di sospensione patente da comminarsi viene raddoppiato qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato.

Tasso alcolemico 0,5 ≥ e ≤ 0,8 g/l 3 – 6 mesi
Tasso alcolemico 0,8 ≥ e ≤ 1,5 g/l 6 mesi – 1 anno
Tasso alcolemico > 1,5 g/l 1 – 2 anni

 

Il periodo di tempo previsto per la sospensione della patente viene ulteriormente ampliato nel caso in cui il conducente in stato di ebbrezza abbia un’età inferiore ai 21 anni, sia neopatentato o eserciti professionalmente l’attività di trasporto delle persone.

Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (art. 187 C.d.S.)

E’ in ogni caso disposta la sospensione della patente da 1 a 2 anni di guida qualora il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica da assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il periodo di tempo è raddoppiato qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato.

Rifiuto di sottoporsi ad alcoltest o all’accertamento dello stato di alterazione da sostanze psicotrope o stupefacenti

L’art. 186 co. 7, l’art. 186-bis co. 6 e l’art. 187 co. 8 C.d.S., prevedono come sanzione accessoria la sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni anche nel caso in cui il conducente si rifiuti di sottoporsi ad alcoltest o all’accertamento dello stato di alterazione da sostanze psicotrope o stupefacenti.

Eccezioni: il caso della messa alla prova (Cassazione penale, Sez. IV, sentenza 26 aprile 2023, n. 17178)

A seguito dello svolgimento con esito positivo del periodo di messa alla prova (artt. 168-is c.p., 464-bis ss. c.p.p.) il giudice, dichiarando l’estinzione del reato, non può applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. L’applicazione di tale sanzione è di competenza del Prefetto (art. 224 co. 3 C.d.S.).

Sul punto la Cassazione Penale, Sez. IV, n. 40069 del 17.9.2015 ha precisato che, in considerazione della sostanziale differenza tra l’istituto della messa alla prova, che prescinde dall’accertamento di penale responsabilità, e le ipotesi di applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, previste dagli artt. 186 co. 9-bis e 187 co. 8-bis C.d.S., non può trovare applicazione, nel caso di specie, la disciplina ivi prevista che lascia al giudice, in deroga al predetto art. 224, la competenza ad applicare la sanzione amministrativa accessoria.

Il dimezzamento del periodo di sospensione della patente (artt. 186 co. 9-bis, art. 187 co. 8-bis C.d.S.)

Nel caso di guida in stato di ebbrezza e in quello di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, laddove l’interessato non ne abbia usufruito in precedenza e non siano stati causati sinistri stradali, l’imputato può chiedere la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. Tra le premialità che questa scelta comporta, vi è quella del dimezzamento del periodo di sospensione patente.

La medesima premialità si ottiene a seguito di svolgimento con esito positivo della messa alla prova: la Corte costituzionale infatti, con sentenza n. 163/2022 del 9 giugno 2022, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 224 co. 3 C.d.S., nella parte in cui non prevede che, nel caso di estinzione del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool di cui all’art. 186, comma 2, lettere b) e c), del medesimo decreto legislativo, per esito positivo della messa alla prova, il prefetto, applicando la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, ne riduca la durata della metà.

Mancata osservazione dell’obbligo di fermarsi (art. 189 co. 5, 6, 7 C.d.S.)

Tutti gli utenti della strada, in caso di sinistro stradale, hanno l’obbligo di fermarsi per salvaguardare la sicurezza della circolazione, impedire l’alterazione dello stato dei luoghi e la dispersione delle tracce utili per l’accertamento della responsabilità, nonché l’obbligo di prestare soccorso ai feriti. Il Codice della Strada punisce con la sanzione accessoria amministrativa della sospensione della patente la condotta di chi:

  • in occasione di sinistri con grave danno ai veicoli non adotta la condotta atta a salvaguardare la sicurezza della circolazione, impedire l’alterazione dello stato dei luoghi e la dispersione delle tracce utili per l’accertamento della responsabilità (art. 189 co. 5, II periodo C.d.S.);
  • in occasione di sinistri con danno alle persone non ottempera all’obbligo di fermarsi (art. 189 co. 6 C.d.S.);
  • in occasione di sinistri con danno alle persone non ottempera all’obbligo di prestare assistenza alle persone ferite (art. 189 co. 7 C.d.S.).
art. 189 co. 5, II periodo C.d.S. 15 giorni – 2 mesi
art. 189 co. 6 C.d.S. 1 – 3 anni
art. 189 co. 7 C.d.S. 1 – 3 anni